Descrizione
Con gli uomini in giro per il mondo a lavorare nei cantieri, dalle Ande alla Guinea, dal West Virginia all’Indocina, nella Bürsch (Alta Valle del Cervo) restavano le donne a gestire la casa, i figli, i denari i prati e gli animali.
Con immane fatica, indomito spirito ed enormi sacrifici, le Valëtte (donne valligiane), per secoli, hanno letteralmente portato sulle proprie spalle il trascorrere dei giorni e degli anni dei nostri paesi e delle nostre famiglie.
Tra dejre, drose, boje e bruscèn (rupi, cespugli, vipere e mirtilli) salivano fino alle punte delle nostre montagne per riempire la favèra ‘d siun (l’ampia gerla di fieno di montagna) da portare giù in paese per sfamare le mucche durante i lunghi mesi invernali.
In quei luoghi, da un vallone all’altro, riecheggiavano i Uaheeeo o gli Uhuuuhu - ja scrij dal siunere ( i richiami delle donne raccoglitrici ) per salutarsi…ma anche come segno di vita.
Questo monumento dedicato alla Siunera vuole essere un segno di rispetto e di gratitudine che si prolunga nel tempo.
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